L’ipocrisia più grave, credo, è quella di chi nasconde la propria partigianeria dietro una apparente neutralità della quale il principale quotidiano torinese fornisce oggi una mirabile dimostrazione. Mentre il mondo cattolico è in rivolta per il killeraggio ordito ai danni dell’ex direttore di “Avvenire”, a pagina sei de “La Stampa” un articolo ci avverte invece di quanto i vescovi si sentano al sicuro con questo Governo - libera interpretazione di una dichiarazione del numero due della Cei. Ma il vero capolavoro il giornale di Mario Calabresi lo compie nella pagina accanto, dove pubblica con grande risalto un’intervista all’ex direttore generale della Rai Biagio Agnes: «Le campagne per la libertà di stampa –ci avverte- non fanno che rafforzare il cavaliere». Certo, il silenzio sarebbe molto meglio, lo stesso silenzio che Agnes apprezzava quando con polso fermo lottizzava ogni stanzino della Rai. Dunque, perché stupirsi delle mosse del Cavaliere ? Sfortunatamente per Agnes, -e per il direttore Calabresi- qualcuno che si sorprende ancora c’è e magari scende anche in piazza. Il 19, a Roma, per libertà di informare.
domenica 6 settembre 2009
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Dimmi un po', ma dove eravate voi paladini della libera informazione e della libertà di stampa quando D'Alema querelava Forattini e si guardava bene dal fare lo stesso con il quotidiano che pubblicava le sue vignette? E poi cosa intendete per libertà di stampa? Quale "diritto" volete rivendicare? Quello di poter buttar merda su chiunque? O meglio, solo su uno, perché se lo fai con qualcun altro è una "vile aggressione mediatica" o un "killeraggio".
RispondiEliminaMT
Dove eravamo? Le vignette di Forattini si riferivano al dossier Mitrokin, una delle tante panzane cariche di veleni sfornate dai servizi al servizio del Cavaliere. La storia (e anche l'ingloriosa fine del senatore Guzzanti che presiedeva la commissione) hanno dimostrato il fiume di calunnie contenute in quella lista, calunnie alle quali Forattini aveva dato voce. La querela di D'Alema era più che giustficata: non bisogna mai confondere la libertà di informare con quella di diffamare. La differenza è che il tuo capo non ha mai contestato la veridicità delle notizie, ma il fatto stesso che esse siano state diffuse.
RispondiEliminaMa dai!!!! Adesso parli da tifoso! Certi rapporti border line, tanto per usare un eufemismo, tra Pci e Pcus erano stranoti e chi era dentro il pci lo sa bene. E poi con che faccia dite che tutto quello che va contro i vostri nemici è legittimo e giustificato e quello che invece intacca l'onorabilità dei vostri amici no... La risposta sta nell'ideologia marxista, che prevede la demolizione sistematica dell'avversario con ogni mezzo a disposizione. Solo che questa volta l'avversario ce l'ha più duro e per voi sono volatili per diabetici!! :)
RispondiEliminaNoi avremo forse problemi con il diabete, ma credo tu ne abbia con la memoria.
RispondiEliminast